Maja F. A., La Sicilia passeggiata, La Descrizione dell’isola in un inedito del Seicento, a cura di Salvo Di Matteo, Edizioni Giada, pag. 223

LA SICILIA PASSEGGIATA

La descrizione dell’isola in un inedito del Seicento

di Francesco Ambrogio Maja

a cura di Salvo Di Matteo

Edizioni Giada

 

Capitolo XIII

DIVISIONE DELL’ISOLA IN TRE VALLI

Pag. 223

 

…il dirsi Valdemone della città Demona posta nel concavo della Luna è cosa da ridere; quelli che nominano batie o luoghi non vogliono dire città Demona, ma il Vallo ove sono situate: che havesser detto Val Nemorum, per essere pieno di boschi, non saria cosa strana, o Val Demonum, non solo per gli demonij spiriti mali, ivi in assai quantità sino a Capo d’Orlando, ove la Madonna che portò quel peregrino gli fugò, non è cosa stravagante, o pure per essere tal Valle abitata da uomini indiavolati, che sempre si hanno fatto fatto sentire con tanti contratempi et atti fieri per tanti secoli come dicono le storie, non è cosa lontana dal vero, avendosi sempre esperimentata la gente di tale valle rustica, indomita, fiera, intrattabile, pretendente, anche la più civile, e pur le donne, è cosa appo tutti indubitata (2). E questo basterà per la divisione delle tre Valli; chè ogni cosa ha le sue proprietà, come dissi.

 

 

(2) Le opinioni prevalenti nel passato riferivano l’etimologia del Val Demone ai boschi dei quali era ricco il territorio (Vallis Nemorum) o ai demoni dai quali la credulità popolare voleva infestato l’Etna, ma probabilmente predoni (Vallis Demonum); il Fazello, Le due deche dell’historia di Sicilia, cit., d. I, l. 10, p. 193, deriva con altri il nome “dall’eminenza, o vero altezza de’ monti, che si contengono in detta Valle”, anche se non esclude una a lui ignota etimologia saracena; V Amico, Dizionario topografico della Sicilia, cit., I, pp. 368_369 e II, pp. 642-643, accoglie l’opinione di una nebulosa etimologia da Demena o Demenna, “città oggi scomparsa e conosciuta dal solo nome”, equivocando e attribuendo a una specifica entità urbana, in verità mai esistita, i riferimenti a Demenna contenuti nei diplomi normanni, che indicavano un territorio più che una località determinata.

M. Amari, Storia dei Musulmani in Sicilia, cit., I, pp. 609-610, riferisce che, in effetti, nelle memorie del IX secolo è traccia di un castello fortificato di quel nome, già in rovina tre secoli più tardi, ma ritiene che tanto il castello che l’intera Valle abbiano tratto il nome da un etimo greco riferito alla particolare saldezza degli abitatori della regione nella fede dei bizantini: Ton Demenon, forma contratta e volgarizzata per Ton diamenonton, genitivo plurale del participio presente del verbo “diaméno” (=perdurare, resistere), quasi a dire “i saldi”, “i perduranti”, “i resistenti” (nella fede.

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