Villa Piccolo


Sorge in c.da Vina di Capo d’Orlando, al Km 109 della S.S. 113 Me-Pa, su una collinetta che domina una vasta pianura di agrumeti. Si tratta di una costruzione signorile di fine ‘800 inizio ‘900,  con  parco-tenuta annesso, ricostruita su ruderi cinquecenteschi.

Tra i viali del parco e le numerose e rare piante sorge il cimitero dei cani, uno dei rarissimi esistenti al mondo.

Nella villa museo sono custoditi preziosi arredi ed oggetti datati a partire dal 900 (periodo ispano arabo), tra cui  porcellane cinesi, fioriere inglesi, mobili, cammei, coralli,  ecc. e numerosi e rari libri.

Sin dagli anni ’30 vi si stabilirono i discendenti della nobile famiglia Piccolo di Calanovella: Lucio, il cavaliere-poeta nato a Palermo il 27 ottobre 1901; Casimiro, il barone-fotografo-pittore-esoterico; Agata Giovanna, appassionata e studiosa di botanica.

La  loro madre,  la baronessa Teresa,  si era trasferita a Capo d’Orlando dopo essere stata abbandonata dal marito Giuseppe che aveva seguito a S.Remo  una ballerina.

Morì  nel 1953 quando i figli avevano rispettivamente 60, 57 e 52 anni.

Donna Giarritta, Agata Giovanna, di rare virtù domestiche, che da giovane era stata protagonista di una sfortunata storia amorosa col principe di S.Marco, morto in guerra, continuò a curare l’amministrazione della casa e dell’azienda.

Don Procopio, Casimiro, metodico e brontolone, trascorreva i suoi pomeriggi leggendo libri di scienze occulte e la notte rimaneva  nel suo laboratorio evocando spiriti canini, sviluppando le sue foto o dipingendo con gli acquerelli personaggi dell’aldilà (gnomi, orchi, , ecc.).

Lucio, u cuccu ( gufo), per il carattere taciturno, componeva musica quando si sentiva ispirato, ma la sua passione era la poesia, per la quale Eugenio Montale lo presentò al Premio S.Pellegrino nel 1954,  al quale aveva inviato 9 liriche. A S. Pellegrino vi si recò in compagnia del cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo, romanzo scritto in parte a Capo d’Orlando.

Il primo a morire è stato Lucio, il 26 maggio 1969, dopo avere avuto un figlio in età avanzata da una contadina di Castell’Umberto residente a S.Gregorio di Capo d’Orlando, Maria Paternità, dalla quale il 24 giugno del 1960  nacque Giuseppe, l’erede.

Casimiro ed Agata Giovanna prima di morire provvidero alla istituzione della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella con lo scopo di promozione culturale e scientifica, alla quale destinarono tutti i loro averi.

Aveva termine l’originale e travagliata storia di questa nobile famiglia, vissuta in un piccolo mondo a sé.

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